Riattivazione Mulino del Precassino

Il mulino con la sua pesta è un’ importante testimonianza della storia di Cadenazzo, in fase di riscoperta e valorizzazione da un decennio a questa parte. Ciò che si presentava come una rovina in mezzo al bosco, oggi si presenta come un elemento di pregio e di respiro, in un contesto geomorfologico unico, in cui la componente geologica delle rocce restituisce una suggestiva testimonianza dell’era glaciale.

 

Il Mulino è documentato sin dal medioevo, il primo proprietario è stato il Capitolo di San Pietro di Pavia, in seguito probabilmente i Cavalieri di Malta, la cui presenza nella regione è documentata dagli inizi dell’undicesimo secolo. La località su cui sorge il mulino era denominata “Ad Ghalenghum”, termine che potrebbe riferirsi genericamente a luoghi caratterizzati da una stretta valle con cascata (fonte: IVS – CLM). Nei secoli passati la forza dell’acqua consentiva di far funzionare in Ticino circa novecento macchine idrauliche. Grazie al catasto delle acque pubbliche del 1894-96 conservato presso l’Archivio cantonale, possiamo avere un’idea assai precisa dell’entità di questo patrimonio sull’insieme del territorio ticinese. L’Inventario degli opifici che utilizzano l’acqua quale forza motrice, promosso dall’Ufficio cantonale dei musei etnografici (1986-88) permette di conoscere la distribuzione geografica degli opifici di varia natura: mulini, magli, peste, frantoi, segherie, torchi, filatoi, macine. Gli interventi di pulizia effettuati nel 2004 hanno portato alla luce sei palmenti in pietra naturale e in conglomerato cementizio, tipici strumenti per la macinatura del mais e del frumento, nonché una grossa pietra con due pile (grosse incavature a forma di marmitta) che servivano molto probabilmente, nelle nostre regioni, per la brillatura dell’orzo. Gli spazi interni ridotti del fabbricato fanno pensare che verosimilmente fosse in uso una sola macina.

 

Il Mulino del Precassino è ben inserito nel contesto rurale, si trova a quota 300m, a ridosso del nucleo di Cadenazzo vicino all’ultimo salto del Riale di Robasacco. La posizione ideale di un mulino è lungo una via di comunicazione (sentiero o mulattiera), ciò che potrebbe rafforzare l’idea che in questo punto doveva passare il tracciato del percorso storico. La prima fase dei lavori di restauro, con la pulizia della roccia sul lato Est dell’edificio, ha rivelato la roccia sottostante, la cui conformazione presenta una morfologia di origine glaciale. Queste forme sono da ricondurre all’imponente forza erosiva esercitata dal ghiacciaio del Ticino durante l’ultima glaciazione che aveva raggiunto il suo apice 18-20’000 anni fa.

 

La riattivazione del Mulino del Precassino verrà ultimata nel corso del 2016 con la posa della pesta e la prima messa in funzione.

 

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